Le favole
Il genere della favola
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Fin dai tempi dei Greci e dei Romani trovava larga diffusione l’uso
di raccontare favole, i cui protagonisti erano animali
“pensanti” e “ parlanti”( gatto, topo, lupo,
pecora, ecc.), che avevano lo scopo di “ educare “ a comportarsi
secondo le regole accettate dalla maggioranza delle persone.
Le favole venivano raccontate a voce e poi anche trascritte
e raccolte in libri su cui potevano anche esercitarsi gli alunni
nelle scuole : questo avvalora l’importanza didattica
delle favole.
Le favole sono storie di solito molto brevi in prosa
o in versi che raccontano le vicende
di uno o più animali, ma anche di persone o di cose; sono storie
semplici ed immediate disegnano una situazione che si risolve rapidamente.
Pochi tratti bastano a fissare la situazione: il racconto particolare
arriva subito a conclusione perché ciò che importa non
è la storia, ma la morale, un insegnamento che il lettore ricava
dalla storia. La morale serve per ammonire e far riflettere
chi legge; “brevità” e “chiusa moralistica
“ sono dunque gli aspetti caratteristici del testo favolistica
e dopo il tessuto narrativo (la trama), si ribalta il clima fantastico,
e viene esplicitato il significato della storia. La funzione della storia
non muta se, come talvolta avviene in Fedro, la sentenza è collocata
al principio anziché alla fine.
Spesso la favola è legata ad un contesto storico e politico problematico, nel quale non viene assicurata un piena libertà di pensiero e di espressione, e il messaggio di buon senso, di richiamo ai valori fondamentali dell’esistenza, diventa anticonformista e rivoluzionario.

