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La
fiaba.
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Le fiabe, in questa sezione:
Alcune fiabe |
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Le "Funzioni della fiaba" In un libro famoso Morfologia
della fiaba lo studioso russo Vladimir Propp
( 1895-1970 ) ha indagato in che cosa consiste la fiaba popolare.
Egli ha individuato nelle cosiddette “funzioni” gli elementi
costanti che si presentano nel testo secondo un determinato ordine (grosso
modo il tipo di azioni e di avvenimenti che vi ricorrono); egli ha messo
in luce che i personaggi delle fiabe sono innumerevoli e diversi, ma
le azioni che essi compiono sono poche e si ripetono spesso.
Nel sistema di Propp le funzioni sono trentuno ed esse bastano, con le loro varianti ed articolazioni interne, a descrivere la forma delle fiabe:
Naturalmente non in tutte le fiabe sono presenti tutte le funzioni: avvengono dei salti, delle sintesi, che però non contraddicono la linea generale. Una fiaba può anche cominciare con funzioni seguenti alla prima ma, se si tratta di favola antica, è difficile che non ne segua l’ordine e che faccia dei salti all’indietro per recuperare la funzione tralasciata. Una funzione che ricorre spesso è
lo “smascheramento del falso eroe”. Per esempio, nella versione
di Cenerentola, che si trova nella raccolta dei Fratelli Grimm, le cattive
sorellastre cercano con vari trucchi di far credere, a turno, che una
di loro è la proprietaria della scarpetta smarrita. Il principe
in un primo momento è tratto in inganno, ma poi le sorellastre
vengono smascherate.
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Fiabe per bambini, i motivi la trama nella fiabaTra i motivi, trama, presenti nelle fiabe
spesso ci sono quelli delle metamorfosi, trasformazioni magiche e del
travestimento, per cui una persona finge di essere un’altra indossando
i suoi vestiti ed assumendone l’aspetto. Il linguaggio usato nelle fiabe è semplice: esse sono nate come racconti orali e mantengono le caratteristiche di immediatezza e di semplicità del linguaggio parlato. Alcune fiabe si servono di rime e filastrocche (cioè brevi dialoghi o formule magiche ) per vivacizzare il racconto (es.“Ucci ucci, sento odor di cristianucci”). In ogni fiaba possiamo distinguere la narrazione (l’autore racconta i fatti), e il dialogo ( i personaggi parlano tra loro); in ogni caso ci sono parole nelle fiabe o nei racconti fantastici che indicano personaggi, cose, eventi che non esistono nella realtà; ad esempio: fata, orco, incantesimo, bacchetta magica, anello fatato, ecc., che da sempre accendono la fantasia di adulti a bambini. |
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