La favola: I topi campagnoli e il gatto
appeso.
Favola di Esopo
“ I TOPI CAMPAGNOLI E IL GATTO APPESO “
La casa i campagna era rimasta vuota per molti anni: Alla fine i topi
campagnoli decisero di occuparla. In breve furono tanti da riempire
ogni buco e buchetto, crepa, fessura, e cantuccio di quella casa. Un
gatto udì la notizia e vi si trasferì anche lui. Da quel
momento non ebbe più bisogno di uscire per mangiare: aveva topi
a colazione, a pranzo, a cena e anche, se ne aveva voglia a merenda.
I topi cominciarono a preoccuparsi. Il loro numero diminuiva di giorno
in giorno.
- Bisogna fare qualcosa – disse uno.
- Sì, ma che cosa? – disse un altro. – Il gatto è
troppo grosso perché si possa attaccarlo.
- Il miglior modo di attaccare è difendersi – disse il
topo più anziano. – Staremo nei nostri buchi senza muoverci
fino a quando il gatto, affamato, non andrà via.
Il gatto attese ore ed ore, ma dei topi non si vide neppure la punta
dei baffi. Trascorsi tre giorni, il gatto decise di indurli, mediante
un tranello, ad uscire dai loro buchi per porre così fine al
fastidioso digiuno. Si arrampicò dunque sul muro, si legò
le zampe posteriori e si appese testa in giù ad un chiodo. E
rimase lì, muto come un pesce.
- Avanti – disse uno dei topi giovani – usciamo. Adesso
non c’è più pericolo: il gatto è morto.
Ma il topo anziano scosse la testa, la sporse di un centimetro o due
dal buco e disse ad alta voce:
- Non serve, gatto! Fatti pur passare per morto quanto vuoi! Noi la
sappiamo più lunga di te. Non ti crederemmo neppure se tu fossi
appeso lassù dentro un sacco. Non usciremo dai nostri buchi finchè
sarai qui!
Il gatto non stette a perdere altro tempo. Si sciolse dai lacci, scese
dal muro e, con un miagolio di collera, se ne andò.
Per bambini: didattica e giochi creativi - per comprendere la favola di Esopo:
