Di Esopo è la favola seguente, dove il
corvo insegna a non darsi per vinti di fronte agli ostacoli,
ma anzi a tentare tenacemente di superarli, adoperando l’ingegno
e un pizzico di fantasia.
“ Un corvo assetato lanciò ad un tratto
un grido:
-Cra! Cra! Un’anfora! Un’anfora con dentro dell’acqua!
Sicuro, era proprio un’anfora, e dentro c’era proprio un
po’ di acqua, ma tanto poca che copriva appena il fondo, e il
corvo non riusciva ad intingervi il becco per sorbirla.
< Forse> pensò <se inclino l’anfora l’acqua
si raccoglie da una parte e io posso sorbirla>.
Ma l’anfora era pesante, e il corvo non riusciva a smuoverla.
Stava per abbandonare l’impresa, quando gli venne un’idea
geniale. Col becco raccolse un ciottolo in giardino, lo trasportò
fin sopra la bocca dell’anfora e lo lasciò cadere dentro.
Il livello dell’acqua salì:. Allora il corvo portò
un secondo ciottolo, e il livello dell’acqua salì un altro
poco. E così via, finchè l’acqua non raggiunse la
bocca del recipiente. A questo punto, salito sull’orlo dell’anfora
e aggrappandovisi saldamente con le zampe, il corvo tracannò
la più bella sorsata d’acqua della sua vita . “
In questa favola un altro animale, il corvo, dimostra che con la tenacia
si arriva a superare qualsiasi ostacolo.