IL FALCO E LO ZAR
favola di Lev Tolstoj
Dopo la caccia, lo zar assetato si recò a una sorgente, e con
lui andò il suo falco preferito. L’acqua stillava molto
lentamente, e ci volle pazienza per colmare la tazza; quando finalmente
lo zar potè portarla alle labbra, il falco sbattè le ali
e la rovesciò. Lo zar avvicinò ancora la tazza alla sorgente
e attese che si riempisse, ma ancora una volta il falco la fece cadere.
Un po’ spazientito, lo zar ripetè l’operazione per
la terza volta e il falco, incorreggibile, gli impedì nuovamente
di bere.
- Ma allora lo fai apposta! – gridò lo zar infuriato, e
scagliò l’uccello contro la roccia, uccidendolo. Tornò
poi a colmare la tazza, ma giunsero correndo i sui servi:
- Non bere, non bere! Un serpente ha versato il suo veleno in quest’acqua!
Lo zar non bevve, guardò il falco morto e disse piangendo:
- Capisco troppo tardi quanto valeva quell’uccello!
(Lev Tolstoj)
