Il
nostro consiglio per la lettura - da stampare e conservare:
“ LA VERITA’ E LA FAVOLA “
di Jean Pierre Claris De Florian
Il seguente apologo è nato
nel clima della monarchia assoluta precedente la Rivoluzione Francese,
ma è valido in ogni tempo.
La Verità, che quando si presenta col suo volto disadorno è
mortificata e respinta, amabilmente travestita coi panni della favola,
riesce a rendere accetto agli uomini il suo insegnamento morale.
La Verità, dicono, se ne va nuda
e abita in fondo a un pozzo. Un giorno, forse annoiata di quella sua profonda
solitudine, uscì dal pozzo e si avviò tra la gente. Bella
idea! Sùbito i primi che la videro se la diedero a gambe. La Verità
provò a bussare a qualche casa: le sbatterono la porta in faccia.
Nessuno voleva accoglierla. La povera Verità, umiliata e intirizzita,
prese una strada di campagna.
Ed ecco venirle incontro una bella signora tutta vestita di trine e di
sete, impiumata come uno struzzo, ricoperta di gioielli, falsi i più,
ma sfavillanti: era la Favola.
- Oh, buon giorno! – disse la Favola, cordiale. – Ma che diavolo
fai così sola soletta per questo stradone?
- Lo vedi – rispose malinconicamente la Verità – sto
morendo di freddo. Non c’è un cane che voglia sapere di me.
Scappano tutti appena mi avvicino.
- Eppure – replicò la Favola – eppure tu e io siamo
parenti strette, e io, dove vado, sono assai bene accolta. Però
capisco – soggiunse ridendo. – Tu hai torto: ti presenti troppo
poco vestita…
No, no! Sai che faremo? Riparati sotto il mio mantello e andiamocene insieme,
da buone sorelle. Vedrai, converrà a tutte e due. I savi accoglieranno
me in grazia della verità che nascondo e i pazzi faranno festa
a te perché sarai frusciante delle mie sete e luccicante de’
miei gioielli.
( Jean Pierre Claris De Florian
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